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Prassitele e Frine: l’Afrodite Cnidia dei Musei Vaticani

Chiariamo subito che l’originale in marmo scolpito da Prassitele, artista greco attivo nel IV a.C., è andato distrutto nel V secolo. Quella del Museo Pio-Clementino è solo una delle tante copie di epoca romana, tuttavia è senz’altro la più bella e la più fedele. La statua raffigura la dea Afrodite colta nell’attimo in cui, appena uscita dall’acqua, si accinge a prendere un panno appoggiato sull’anfora al suo fianco per asciugarsi. La statua costituisce uno dei primi nudi femminili dell’arte greca. La leggenda vuole che Prassitele abbia usato come modella la bellissima etera Frine, amante di Pericle. Il malizioso Luciano di Samosata narra come la statua fosse in grado di suscitare passioni travolgenti: un giovane, non riuscendo a staccarsene, decise di eludere la sorveglianza dei guardiani del tempio in cui la statua era collocata, per poter trascorrere la notte con la bella creatura di marmo. All’alba scomparve nel nulla…

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