it

Login

Iscriviti

Dopo aver creato un account, sarai in grado di monitorare lo stato del pagamento, tracciare la conferma e puoi anche valutare il tour dopo aver terminato il tour.
Username*
Password*
Conferma Password*
Nome*
Cognome*
Birth Date*
Email*
Telefono*
Nazione*
* La creazione di un account significa che sei d'accordo con i nostri Termini di servizio e Informativa sulla privacy .
Please agree to all the terms and conditions before proceeding to the next step

Già iscritto?

Login

Pio VII e le “ignobili taverne”: i diabolici norcini del Pantheon

Al civico 14 di Piazza della Rotonda, proprio di fronte al Pantheon è affissa una grossa lapide marmorea che ricorda a tutti i passanti come papa Pio VII abbia meritoriamente liberato la zona dalle ‘ignobili taverne’ che ne occupavano lo spazio, restituendo all’ambiente “civile dignità”. Le taverne erano rivendite di formaggi e salumi, osterie da pochi soldi, bettole e bancarelle. Ma perché definirle addirittura “ignobili”? E’ una storia che affonda le sue radici lontano nel tempo, ma che lascia traccia di sé negli archivi pontifici, e dunque non è (solo) una leggenda. Tra le tante taverne che nel XVII secolo affollavano Piazza della Rotonda ce n’era una appartenente a due coniugi. La coppia era solita macellare gli animali e confezionare gli insaccati – apprezzatissimi in tutta Roma per la loro bontà – nella cantina della taverna stessa , secondo una prassi comune all’epoca. Fin qui nulla di strano. Più preoccupante, invece, il fatto che alcuni avventori non fossero più stati visti uscire dal locale dei due. La voce prese a diffondersi dapprima nel rione, quindi nella città, sino a giungere alle orecchie del Capitano di Giustizia, che recatosi accompagnato dalle guardie sul luogo, scoprì la sconcertante e raccapricciante realtà: la coppia era solita far ubriacare i propri clienti per poi poterli uccidere e derubare. Le povere vittime, insieme a maiali, polli e selvaggina, andavano a finire in quegli insaccati tanto ricercati in città. I due coniugi vennero giustiziati nella fredda mattina del 3 febbraio 1638, per ordine di papa Urbano VIII, su un patibolo fatto allestire proprio in Piazza della Rotonda. La storia raccapricciante passò di bocca in bocca, di generazione in generazione, sino ad assumere i contorni di una leggenda popolare, contribuendo ad alimentare la fama sinistra del pantheon e delle sue adiacenze. Almeno fino a quando Pio VII, stanco di tante dicerie, provvide a ripulire la zona e a far apporre la lapide che ancora oggi vediamo, a celebrazione del suo operato.

Lapide di Pio VII
Piazza della Rotonda, 14

Lascia un commento