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L’insostenibile leggerezza del marmo: la Cappella Spada in San Girolamo della Carità

La deliziosa chiesa di san Girolamo della Carità – che si apre lungo un angolo di Via Monferrato, a pochi passi da Piazza Farnese, nel rione Regola – ospita nel suo interno a navata unica una delle più bizzarre ed affascinanti realizzazioni del teatralissimo barocco romano: la cappella Spada.

A lungo erroneamente attribuita alla genialità di Francesco Borromini, fu invece concepita da Virgilio Spada, fratello del Cardinale Bernardino Spada (quello di Palazzo Spada, per intenderci) desideroso di dare un’opulenta sepoltura ai suoi avi.

A marcare l’ingresso della cappella, al posto della consueta balaustra, due angeli sorreggono un bellissimo e variopinto drappo marmoreo; le ali dell’angelo di sinistra, realizzate in legno, sono unite al corpo da una cerniera che viene aperta solo all’occorrenza.

Le pareti del sacello, interamente rivestite con un paramento continuo di marmi mischi – principalmente diaspro – alla maniera napoletana, costituiscono un unicum nel panorama romano.

L’effetto è quello di un preziosissimo broccato a fasce, che alterna il rosso ed il giallo ocra ad un ricercato motivo a tralci vegetali. Alle pareti, appese a finti cordoncini di marmo, cornici ovali inquadrano i ritratti di San Francesco e San Bonaventura e le effigi dei parenti di Virgilio, i cui nomi sono riportati da piccole e delicati incisioni.

L’effetto di opulento salotto barocco è ulteriormente rafforzato dai raffinati divani in marmo nero con cuscini di alabastro su cui sono adagiati i cari estinti: a sinistra, Bernardo Lorenzo Spada e a destra Giovanni Spada.

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