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Il tempo è denaro: l’orologio matto del Monte di Pietà

Il palazzo del Monte di Pietà, nel cuore del rione Regola, fu fatto edificare a partire dal 1588 dal cardinale Prospero Santacroce, come sua residenza privata. Alla morte di quest’ultimo, nel 1603, divenne la sede del Monte dei pegni, fondato da un padre minorita al fine di combattere la piaga dell’usura, dilagante nella Roma papalina.

Il palazzo Santacroce fu ampliato ed ammodernato su progetto di Carlo Maderno e Francesco Borromini , che lo divisero in due ali:

  • una destinata a conservare il denaro,
  • e l’altra per i pegni che i romani in ristrettezze economiche “portavano al monte” per realizzare un po’ di denaro.

Il palazzo fu dotato anche di un campanile a vela e di un orologio, uno dei più grandi orologi pubblici della capitale.

E proprio questo orologio è al centro di una leggenda popolare:

l’artigiano incaricato della sua realizzazione venne pagato con una cifra assai più bassa del compenso pattuito. Furioso e in vena di ritorsioni, decise di sabotare il meccanismo tanto accuratamente realizzato, incidendo persino un’iscrizione sulla base, a ricordo della sua ‘vendetta’:

PER NON ESSERE STATE A NOSTRE PATTE
OROLOGIO DEL MONTE SEMPRE MATTE.

Ed in effetti è vero, l’orologio del monte di Pietà con l’ora non ci imbrocca mai.

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