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Il santuario nascosto: la Madonna dell’Archetto

Via di San Marcello è un vicoletto stretto ed ignoto ai più nei pressi di Fontana di Trevi che, coerentemente, ospita un santuario minuscolo e poco conosciuto persino dagli stessi romani.

Si tratta della cosiddetta Madonna dell’Archetto, piccolo scrigno neo-rinascimentale edificato a metà del XIX secolo per proteggere un’immagine della Vergine (una Madonnella) risalente al XVII secolo e ritenuta prodigiosa.

Venne dipinta nel 1690 da Domenico Muratori, allievo del Carracci, su richiesta di una nobildonna romana, tale Marchesa Muti Papazzurri, che la fece collocare in un’edicola su Via di San Marcello. Poco dopo la sistemazione, l’icona compì il primo prodigio, muovendo gli occhi per alcuni minuti, anzi «Girando le luci da una parte e dall’altra, dava un’amorosa guardata a tutto il popolo», per utilizzare le parole di un cronista dell’epoca.

La notizia ci mise poco a diffondersi in città, e ben presto il dipinto divenne meta di un pellegrinaggio continuo da parte di nobili e popolani.

Tanto che, nella prima metà dell’Ottocento, si rese necessaria la costruzione di una piccola chiesa a protezione dell’immagine prodigiosa.

L’incarico fu affidato all’architetto Virginio Vespignani e al pittore Costantino Brumidi, detto il “Michelangelo degli Stati Uniti”, poiché autore degli affreschi del Campidoglio di Washington D.C.

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