enit

Login

Iscriviti

Dopo aver creato un account, sarai in grado di monitorare lo stato del pagamento, tracciare la conferma e puoi anche valutare il tour dopo aver terminato il tour.
Username*
Password*
Conferma Password*
Nome*
Cognome*
Birth Date*
Email*
Telefono*
Nazione*
* La creazione di un account significa che sei d'accordo con i nostri Termini di servizio e Informativa sulla privacy .
Please agree to all the terms and conditions before proceeding to the next step

Già iscritto?

Login

Il salotto buono di Leone: il Triclinium Lateranensis

Chissà quante volte ci siete passati davanti, nel traffico congestionato di Piazza San Giovanni, proprio alle spalle della Scala Santa… tutti conoscono di vista il Triclinium Lateranensis, o Leoninum, o, come dicono confidenzialmente i romani, ‘er nicchione’ del Laterano, ma pochi sanno cosa sia. Questo singolare monumento è tutto ciò che resta di una sontuosa sala per banchetti (il triclinium, appunto) fatta realizzare da papa Leone III (795-816) per la residenza pontificale del Laterano. Nulla resta oggi di questo ambiente, se non l’abside posta all’estremità del lato lungo, tuttavia, le fonti lo descrivono come immenso, dotato di “un’abside decorata a mosaico (quella superstite) e altre 10 absidi a destra e a sinistra, dipinte con varie rappresentazioni degli Apostoli”. Il triclinium, pavimentato con marmi preziosi, ospitava numerosi accubita – cioè i divani sui quali ci si stendeva per mangiare, secondo l’uso romano – e al suo centro torreggiava una grande fontana di porfido rosso a forma di conchiglia. La sfarzosa sala venne demolita nel Cinquecento per ordine di papa Sisto V, che decise di preservarne solo l’abside che vediamo oggi. Il mosaico absidale raffigura Cristo nell’atto di affidare agli Apostoli la loro missione; a sinistra Cristo consegna le chiavi a san Silvestro ed il Labaro a Costantino, mentre sulla destra san Pietro dà la stola a Leone III e le insegne a Carlo Magno. L’aureola quadrata di questi ultimi due personaggi sta ad indicare che erano ancora in vita quando l’opera fu realizzata.

Lascia un commento