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Il quadrante di San Pietro e l’ora “alla romana”

All’interno della basilica di San Pietro c’è un orologio. D’accordo, tra tanti capolavori, il quadrante di un orologio non è proprio la prima cosa su cui cade l’occhio, però vale la pena dargli uno sguardo. Perché quel quadrante riporta solo sei ore. A Roma ce ne sono in tutto una ventina (a me, oltre a questo, vengono in mente quello di Sant’Andrea al Quirinale, quello del chiostro della Chiesa della Maddalena, quello sulla facciata del Collegio Romano e quello del Quirinale, ma sono molti di più) e sono un ricordo dell’antico sistema orario ‘alla romana’. Introdotto dallo Stato Pontificio nel XIII secolo, faceva iniziare il passaggio da un giorno al successivo non allo scoccare della mezzanotte, come accade oggi, ma circa mezz’ora dopo il tramonto, quando suonava la campana dell’Ave Maria. Da quel momento di contavano ventiquattro ore, sino al tramonto successivo. Per semplicità di lettura si utilizzava un quadrante suddiviso in sei ore, che un’unica lancetta (mancava quella dei minuti) percorreva quattro volte. Il numero di rintocchi delle campane indicava l’ora della giornata. Questo computo venne interrotto da Papa Pio IX, che nel 1847 adottò la cosiddetta ‘ora alla francese’, uniformando lo Stato Pontificio al resto d’Europa.

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