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Il Pulcin della Minerva: il progetto (rovinato) di Gianlorenzo Bernini

Piazza della Minerva, che si affaccia a poche decine di metri dal Pantheon, prende il suo nome dalla bella chiesa medievale officiata dall’ordine dei Domenicani (l’unica a Roma) e dedicata a Santa Maria Sopra Minerva. Al centro della piazza, sicuro sulle sue gambette tozze, si colloca un elefantino dall’immensa gualdrappa, intento a sorreggere un obelisco (uno dei tredici che sopravvivono ancora oggi nell’Urbe). Ecco, questo elefantino è noto come il Pulcin della Minerva. Ma perché un elefante viene chiamato pulcino? Quando nel giardino del convento venne rinvenuto un piccolo obelisco, papa Alessandro VII decise di farlo erigere al centro della piazza. Per poter dotare il ‘suo’ monumento di una base, il pontefice si rivolse a diversi architetti che sottoposero i propri progetti ad una commissione papale. Ebbe facile vittoria Gianlorenzo Bernini, che scelse l’elefante come simbolo della forza (anche intellettuale) necessaria a sorreggere la sapienza (rappresentata dall’obelisco). Nel progetto si intromise però Padre Paglia, che ritenendo le zampe del pachiderma troppo ‘sottili’ per sostenere il peso dell’obelisco, fece aggiungere una sorta di basamento cubico sotto la pancia dell’animale, parzialmente nascosto da una sgraziata gualdrappa. L’effetto finale fu talmente goffo, che i romani presero a chiamare l’elefantino ‘porcellino’: da porcellino, a porcino, a pulcino il passo fu breve…
P.S. In questa storia c’è anche una vendetta: Bernini prese malissimo l’intervento del presuntuoso Padre Paglia, che aveva finito per sfigurare il suo progetto… A fare ‘giustizia’ ci pensò Ercole Ferrata, il più famoso degli allievi del Bernini, nonché l’esecutore materiale della statua dopo la morte del maestro. Ferrata collocò l’elefante in modo tale che puntasse il posteriore proprio in direzione della porta del convento: quando Padre Paglia apriva il pesante portone per uscire, tutto ciò che riusciva a vedere, era il fondoschiena grasso del Pulcin della Minerva.

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