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Il Colombario di Pomponio Hylas

Nell’antica Roma, il termine “colombarium” designava ambienti sepolcrali – solitamente interrati e solitamente di piccole dimensioni – le cui pareti erano occupate da file di nicchie destinate ad accogliere le urne cinerarie dei defunti; il nome deriva dalla notevole somiglianza con le colombaie. Il colombario di Pomponio Hylas, scoperto fortunosamente nel 1831 da Giampietro Campana – uno dei maggiori collezionisti di antichità classiche del XIX secolo – nei pressi di Porta Latina, riveste una particolare importanza poiché è giunto sino a noi praticamente intatto. Si tratta di un ambiente di piccole dimensioni e pianta rettangolare, coperto da una volta a botte decorata da girali di vite sui quali si librano amorini ed uccelli, dotato di una piccola abside ornata da un’edicola. Proprio su questa edicola sono dipinti i ritratti dei due ‘fondatori’ del sepolcro – la cui costruzione viene collocata tra l’impero di Tiberio e quello di Claudio (quindi tra il 14 ed il 54 d.C.): Granius Nestor e Vinileia Pedone. Il colombario rimase in uso sino al II secolo d.C., quando accolse le ceneri del liberto Pomponio e di sua moglie, i cui nomi sono ricordati in un pannello a mosaico. Ciò che colpisce maggiormente, di questo piccolo luogo di sepoltura, è la ricchissima decorazione pittorica, che richiama i diversi destini delle anime nell’oltretomba (le delizie dei campi Elisi per i giusti, i tormenti del Tartaro per chi tanto giusto non era) e che riserva una particolare attenzione alla figura di Orfeo, musico raffinato e fondatore di culti e misteri. Un’ultima curiosità: sotto il pavimento, fu rinvenuto un sarcofago contenente il corpo perfettamente conservato di una donna. Purtroppo, questo si polverizzò non appena venne a contatto con l’aria.
Colombario di Pomponio Hylas
Via di Porta latina – Ingresso Parco degli Scipioni
Prenotazione telefonica obbligatoria allo 060608 (tutti i giorni, ore 9:00/19:00)

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