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Corti e cortigiane: la Casa di Fiammetta

Piazza Fiammetta sorge nel rione Ponte, a poca distanza da Via dei Coronari, racchiusa tra Via Giuseppe Zanardelli, Via degli Acquasparta e Via della Maschera d’Oro. E’ dominata da un bel palazzetto quattrocentesco – uno dei pochi edifici di epoca medievale visibili in città – a due piani, dotato di un’altana (cioè un terrazzo solitamente coperto, ricavato sul tetto dell’edificio stesso) e di un elegante portico sorretto da colonne e pilastri. Ecco, questa era la residenza di Fiammetta Michaelis, che le cronache dell’epoca descrivono come “damigella di singolare beltà”, nata a Firenze e giunta a Roma appena tredicenne, nel 1479. Fiammetta era una cortigiana, una delle più famose e rispettate nella Roma cinquecentesca, che divideva la prostitute in tre categorie: “cortigiane da lume o da candela” di infima condizione; “da gelosia e da impannata”, che attiravano i clienti da dietro le imposte socchiuse delle proprie abitazioni (gelosja, nell’italiano dell’epoca era sinonimo di tapparella); “domenicali”, che esercitavano il mestiere solo nei giorni festivi, e “cortigiane oneste”, donne agiate, di discreto livello culturale (una rarità nell’imperante analfabetismo dell’epoca), solite frequentare persone di rango, capaci di sostenere una discussione dotta, o di declamare versi. Fiammetta apparteneva a quest’ultima categoria. La sua fama è dovuta principalmente alla relazione stabile che intrattenne con Cesare Borgia, detto Il Valentino, figlio di Papa Alessandro VI. Non si sa molto altro della sua vita, se non che, alla morte, fu probabilmente sepolta della Basilica di Sant’Agostino (ricordate? Quella della Madonna dei Pellegrini di Caravaggio…), abitualmente frequentata dalle prostitute romane e dove aveva predisposto per sé una cappella.

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